Il ristorante si trova orgogliosamente da sempre — e proprio quest’anno festeggia il suo 64° anniversario — in via Privata Raimondo Montecuccoli. Siamo nella zona ovest di Milano, un’area della media e piccola borghesia dal lontano passato operaio.
L’impatto visivo è un contrasto affascinante: all’esterno di un edificio tipico della tumultuosa crescita milanese degli anni ’60, alcuni quadri d’autore impreziosiscono l’ingresso. All’interno, il salone principale — dominato dal bianco e da tovaglie immacolate — trasmette immediatamente un senso di precisione matematica, lanciando un messaggio subliminale chiaro: “qui si fa sul serio”.
La proposta si declina su 4 menu degustazione molto ricchi, da circa dieci portate ciascuno: dal menu Territori (che esalta i prodotti tipici) al vegetariano, fino a quello dedicato al tartufo e al menu Percorsi d’Autunno, che abbiamo avuto il piacere di provare.
La cucina spazia tra piccoli gioielli e assoluti capolavori:
L’esecuzione degli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani (2 stelle Michelin) e della loro squadra è semplicemente impeccabile. Ogni piatto si è rivelato la somma di varie tecniche, associate in modo perfetto e tempestivo.
Il tocco in più: La fase finale del pranzo, trascorsa chiacchierando con i due chef e gustando il soufflé nel raccolto e intelligente Theatrum dei sapori, ha creato un’atmosfera amichevole ed empatica, amplificando il piacere di trovarsi in questo tempio della cucina italiana.
Ho abbondantemente soddisfatto il mio desiderio di meravigliarmi di fronte a piccoli capolavori, ma sono anche stato divinamente bene, percependo una disponibilità pervasiva nel coccolare l’ospite.