In un periodo storico in cui il fine dining sembra essere entrato in crisi, ecco l’eccezione che rimescola le carte in gioco. Ci troviamo ad Orvieto, a due passi dal Duomo, all’interno di Coro: un ristorante gourmet incastonato come una gemma in una chiesa sconsacrata del 1500, già eletto tra gli indirizzi ristorativi più belli del mondo.
Il fascino e la suggestione della location rischiano quasi di mettere in secondo piano la cucina, ma qui sono stati capaci di elevare la proposta gastronomica allo stesso livello del contesto. Tutto combacia alla perfezione: vibes rinascimentali e cucina contemporanea.
Mentre tanti ristoranti faticano, Coro è un unicum: è praticamente sempre sold out, a pranzo e a cena, nei feriali come nei festivi, con liste d’attesa sempre più lunghe.
Il successo del locale è merito di una squadra solida e di due brigate ormai perfettamente rodate:
La cucina, figlia di una mano eccellente, riesce a sposare tecniche e ingredienti differenti. Il risultato? Piatti all’apparenza “semplici” ed immediati, che nascondono in realtà un grandissimo lavoro dietro le quinte.
Il menu si muove con audacia tra terra, mare e note vegetali:
Il verdetto: Coro è un indirizzo che ogni appassionato e curioso di fine dining dovrebbe assolutamente provare. Data la location e il livello della cucina, è a tutti gli effetti una vera “Chiesa delle Meraviglie”.