Schenardino

Città Viterbo
Data visita 10 marzo 2026
Valutatore Alessandro Creta

Nel cuore del centro storico di Viterbo, in Piazza delle ErbeSchenardino è uno di quei luoghi che non sono solo ristoranti, ma veri segnali urbani. Il progetto nasce dalla volontà dell’imprenditrice della moda Eleonora Bonucci e di Andrea Serinelli di riportare vita e centralità a una delle piazze più simboliche della città. La cucina è affidata allo chef Danilo Ciavattini, nome molto noto nella ristorazione della Tuscia.

Arrivando qui si percepisce subito che l’idea è quella di creare un luogo vivo, aperto alla città, dove convivono cucina, pizza e vino, con un’attenzione forte ai prodotti del territorio e a un’atmosfera conviviale.

L’ambiente è curato, contemporaneo, elegante senza rigidità. Si percepisce chiaramente la matrice estetica di chi viene dal mondo della moda: dettagli ben studiati, un equilibrio tra l’estetica del bistrot urbano e la cucina di un’osteria raffinata. Siamo stati per pranzo e l’affluenza non era particolarmente alta, circostanza che ha permesso alla sala di lavorare con grande ordine e puntualità. Il servizio è stato preciso, attento e ben coordinato: discreto nei modi ma sempre presente quando necessario. Per un vero banco di prova della sala sarebbe comunque opportuno passare in momenti di maggiore presenza di clienti.

La cucina: parte dalla tradizione, ravioli, paste lunghe, aglio e olio, trippa, carni del territorio, con dietro mostra comunque studio, tecnica e una mano esperta. L’attenzione è prima di tutto sulla qualità delle materie prime e sulla resa gustativa, con piatti presentati senza inutili orpelli estetici o forzature stilistiche. I lombrichelli viterbesi con pomodoro fumé, cozze, menta e pecorino sono un piatto interessante e decisamente gustoso. La pasta è consistente, il condimento ricco e aromatico. Forse le cozze risultano leggermente sacrificate nel complesso del piatto, ma l’equilibrio generale rimane piacevole e convincente.

Ormai diventati uno dei signature dish del ristorante sono i ravioli ripieni di mortadella con nocciole (e crema di broccoletti nella versione invernale): un piatto che funziona molto bene per contrasto e armonia, tra la grassezza elegante della mortadella, la nota della nocciola e la parte vegetale della crema. Molto riuscite anche le costine di agnello alla Villeroy, accompagnate da salsa ai peperoni e pomodori arrostiti. La tecnica “alla Villeroy” prevede che la carne venga ricoperta da besciamella, poi impanata e fritta, creando una crosta particolarmente croccante e avvolgente.

Bella, da ristorante stellato, la carta dei vini. Schenardino è, in definitiva, un entry level intelligente per chi vuole avvicinarsi a una cucina di qualità senza i codici dell’alta ristorazione.

Secondo i canoni di questa guida, 100% Casa di Piacere.