Il Territorio
Dal concetto francese di cru nasce la nostra visione. Ogni oliveto è un'identità irripetibile: una specifica località, una varietà, un suolo. Sette luoghi nell'Alta Tuscia Etrusca, tra Canino e Tessennano. Sette caratteri d'olio che non potrebbero esistere altrove.
I Due Comuni
dell'Alta Tuscia
Menzionato per la prima volta nel IX secolo in un documento di papa Leone IV, Canino appartiene a un territorio la cui storia risale alla civiltà etrusca: era parte della lucumonia di Vulci, uno degli insediamenti più potenti d'Etruria tra il VII e il V sec. a.C., centro di scambi commerciali con la Grecia e il Mediterraneo orientale.
Nei secoli successivi, queste terre passarono sotto il dominio delle grandi casate dell'aristocrazia italiana. I Farnese vi esercitarono a lungo il proprio potere, lasciando un'impronta profonda nell'architettura e nell'organizzazione agraria dell'intera Alta Tuscia. Nell'Ottocento fu Lucien Bonaparte — fratello di Napoleone e Principe di Canino dal 1814 — a riportare queste terre all'attenzione dell'Europa colta: appassionato di archeologia, finanziò scavi che portarono alla luce migliaia di reperti etruschi, oggi conservati nei principali musei del mondo.
Fondato secondo la leggenda da Ascanio, figlio di Enea, Tessennano fue probabilmente di origine etrusca e costituì nell'antichità una stazione di posta lungo la via che collegava Tuscania a Canino — arteria vitale di quel sistema di scambi che rese grande l'Etruria.
Nell'età moderna, anche Tessennano gravitò nell'orbita delle grandi casate signorili che governarono l'Alta Tuscia. I Farnese, con i loro vastissimi possedimenti tra Viterbo e il mar Tirreno, lasciarono tracce indelebili nella struttura fondiaria di questi borghi e nelle ville che ancora punteggiano la campagna circostante. Una terra di confine tra storia e natura, dove la macchia mediterranea e i venti del nord forgiano ancora oggi caratteri d'olio di rara complessità.
